I migranti pregano: la risposta a chi specula sui fatti di Palagonia

Sul sito de "I Giovani per la Pace" della Comunità di Sant'Egidio troviamo un articolo sulla veglia di preghiera organizzata insioeme ai richiedenti asilo del Cara in occasione dei tragici fatti di Palagonia e delle reazioni razziste suscitate e spesso incentivate dalla speculazione politica. RIportiamo parte dell'articolo che potete leggere integralmente seguendo questo link.

Inoltre su You Tube trovate un breve reportage che potete vedere anche sul nostro sito a questa pagina

 

Lunedì 7 Settembre alle 17:00 i giovani migranti del CARA di Mineo si sono ritrovati al container C a pregare per i coniugi Solano, uccisi lo scorso 30 agosto a Palagonia. In un clima di grande commozione circa un centinaio di cristiani cattolici, protestanti, pentecostali provenienti da Ghana, Nigeria, Gambia Mali ed altri paesi si sono ritrovati con i giovani migranti da tempo parte della Comunità di Sant’Egidio. Una preghiera a cui hanno partecipato anche alcuni degli impiegati della struttura e la direzione al completo. Molti dei lavoratori, in turno, hanno voluto ringraziare gli ospiti che hanno promosso la preghiera per l’appuntamento che hanno voluto con forza. “Abbiamo vissuto la solidarietà, l’amore e la vicinanza” non possiamo non mostrarle a nostra volta a chi è stato colpito dalla violenza dei fatti di Palagonia”. Una preghiera voluta con forza perché troppo forte l’impatto con la notizia diffusasi nelle ore successive all’uccisione dentro il CARA, uno shock hanno detto alcuni. “La violenza si è abbattuta anche su di noi, sappiamo cosa vuol dire esserne vittime”. Durante la preghiera ognuno ha tenuto in mano una piccola candela in ricordo dei coniugi Solano. “Il nome di Dio è la Pace. Preghiamo perché non si alzi più la mano di un uomo su un altro uomo, perché nessuno soffra per la violenza, per i coniugi Solano e perché ognuno di noi viva come custode di suo fratello” queste le parole finali affidate alla predicazione sul brano di Genesi 4, 1-16.