Il Centro Formazione Professionale di Cebano Monregalese in visita al Cara

Un momento della visita al C.A.R.A. di Mineo raccontato dal responsabile della sede di Mondovì che ha accompagnato 27 studenti.

"È  stato bello cercare di capire le varie attività ed i servizi svolti nel centro, ma ciò  che può cambiare il nostro modo di pensare é altro. In questo caso, il mio pensiero sul profugo cambia, e cambia eccome, quando entro in relazione con l’Altro. Lo scrivo con la A maiuscola perché l’Altro é mio fratello e condivide con me la nostra umanità. Sono per strada mentre visito il Cara...

 

Mi avvicina un Altro. Mi saluta con “Ciao prof.” e la visita prende un taglio tutto diverso. Curioso. É lui ad avere fatto il primo passo, quello più coraggioso.Allora, per me é tutto più facile. Una lunga chiacchierata ci accompagna nei vialoni del Cara. Sono momenti preziosi.

Per me: entrare in relazione con Buka é  un regalo perché si abbattono barriere e la mente si libera.

Forse anche per lui: non so perché mi abbia cercato. Forse voleva un po’ di considerazione, uno sguardo non giudicante, un po’ di esercizio della lingua italiana. Non ho avuto il coraggio di chiederglielo, di fare io questo primo passo dopo che lui aveva camminato per primo nella mia direzione.

Eppure qualcosa ho imparato.

Stiamo facendo un'attività con gli ospiti dove con i colori lasciamo le nostre firme su un lenzuolo. Fuori dalla finestra, un Altro guarda con curiosità. Esco, lo invito, lo accompagno dentro. È toccato a me fare il primo passo, ma qualcuno me lo aveva appena insegnato… Un selfie insieme e leggo un sorriso sulle sue labbra.

Qui abbiamo visto operatori disponibili e soddisfatti, profughi curati e sereni. Siamo orgogliosi di essere stati accolti dallo staff al completo e posso chiudere con un pensiero che stasera un ragazzo mi ha regalato. “Non pensavo che questo viaggio fosse così bello”. Un mio allievo straniero che mi comunica questo pensiero riempie il mio cuore di gratitudine."

Giulio Tiraboschi - Responsabile Cfpcemon Mondovì